venerdì 14 marzo 2014

ESSERE POSITIVI NON SIGNIFICA SOLO VOLER GUARIRE


Buongiorno miei cari lettori,

ultimamente ho avuto più di un confronto con alcune persone su ciò che significa essere ottimisti al fine di una guarigione fisica.

Mi sono accorta che il concetto, per molti ancora, è totalmente traviato:

molte persone credono che essere positivi significhi "sperare" di poter guarire.
In questo caso, chi non sarebbe positivo? E' ovvio che chiunque sia malato speri di poter guarire!
Ma ciò non significa essere positivi o, comunque, agire verso l'autoguarigione.

Innanzitutto, "sperare" molto spesso esclude il concetto di "responsabilità".
Ad esempio: se spero che una faccenda si risolva, ma non agisco attivamente per risolverla, metto subito in dubbio la sua realizzazione.
Perciò, nel caso di un malessere di qualsiasi tipo che si voglia curare, è opportuno cominciare a pensare a cosa si può fare perché ciò avvenga.


L'azione, per la mentalità che predomina ancora, può essere svolta in due modi: olisticamente o allopaticamente.
Allopaticamente significa agire solo la macchina corpo.
Olisticamente vuol dire agire sul sistema psico-fisico.

Se pensiamo che la salute dipende dall'essere in armonia con la nostra anima, come affermò il dott. Bach e come ormai si stanno rendendo conto, a poco a poco, tutti, avere un approccio olistico significa soprattutto agire sulle CAUSE della malattia.
Le cause sono sempre EMOZIONALI, e un ruolo importante ce l'ha anche il contesto in cui viviamo e come ci alimentiamo.
(Esclusi i casi in cui, se, ad esempio, si vive a ridosso di un inceneritore o in una città molto inquinata, i fattori ambientali sono i primi da considerare nel caso dell'insorgere di una malattia).

Detto questo, che cosa significa, realmente, essere positivi per guarire?
Vuol dire cercare di capire quali possono essere le cause emozionali che hanno concorso alla nascita della malattia, rendersi consapevoli di queste cause e poi cercare di cambiare gli atteggiamenti e i pensieri che agiscono contro sè stessi e che generano il malessere.

Ultimamente mi sono confrontata con persone che si arrabbiano perché gli si suggerisce di cercare dentro sè stessi le risposte e di volersi più bene.
Persone che escludono completamente una parte determinante insita in loro stessi: la loro psiche. Proprio come se si paragonassero alla loro automobile e che rispondono "ma io sono positivo e spero di guarire".

Allora, il concetto dell'agire sulla propria guarigione non significa solo essere positivi.
Certo esserlo è un grande aiuto, ma da solo non può scardinare un malessere.

Una guarigione contempla un cambiamento interiore; significa ritrovarsi diversi e soprattutto CRESCIUTI rispetto all'inizio del percorso.

L'evoluzione non è sempre facile e comporta anche momenti di crisi in cui bisogna cambiare la pelle come fanno i serpenti.
Significa essere disposti a mettersi in discussione e accettare, senza lo stupido orgoglio, che siamo stati tutti manipolati e strumentalizzati per fini economici.

Guarire significa liberarsi dai condizionamenti, da alcune persone che non ci fanno bene, e soprattutto posizionare Sè stessi sul podio della propria vita.
Significa allontanare perbenismo, buonismo e convenzioni sociali inutili.
Guarire significa essere VERI e lottare per essere LIBERI!

Perciò, se pensate che per guarire basti sperarlo, allora siete ancora lontani dalla reale guarigione, ma ciò non toglie che avete la possibilità di cambiare la vostra rotta in ogni istante.
A ognuno la sua scelta.


domenica 9 marzo 2014

ENDOMETRIOSI: UNA MALATTIA PSICOSOMATICA


Cari lettori, e soprattutto care donne,

è giunta l'ora di fare chiarezza su una malattia ritenuta incurabile e sempre più diffusa tra il genere femminile di tutte le età, soprattutto molto giovani.

Scrivo basandomi su un'esperienza personale innanzitutto, ma mi baso anche su ciò che osservo ogni giorno in donne malate e su ciò che il mio intuito, prima di tutto, mi suggerisce.
Perciò, le considerazioni espresse in questo articolo sono da considerarsi a carattere personale e non intendono sostituirsi al parere del medico.

Dopo aver subìto un intervento chirurgico e aver cominciato a lavorare su me stessa sulla prevenzione con rimedi naturali, e dopo aver aiutato Cristina a liberarsi dell'endometriosi in soli tre mesi (qui potete leggere la sua testimonianza), ho cominciato a supportare altre donne che chiedevano un aiuto olistico per liberarsi dai dolori invalidanti e dai numerosi effetti collaterali delle cure ormonali.

Il risultato, a oggi, è che tanti casi hanno eliminato i dolori e ridotto la massa endometriosica; una parte ha comunque dovuto subire un intervento chirurgico e un'altra parte si è auto-guarita. 

I dati sono molto incoraggianti, se pensate che siamo bombardati da pareri negativi circa la possibile guarigione da questa malattia e che ci convincono che non lo sia.
Proprio nei giorni scorsi, una ragazza che ho seguito nel trattamento olistico mi ha scritto: 
"Sono stata molto contenta di sentire il mio dottore dirmi che secondo lui dall'Endometriosi si guarisce e che spesso molte di noi hanno delle recidive perché si fasciano la testa e si mettono in un atteggiamento troppo negativo, leggendo in internet che non si guarisce mai!"


Se da una parte troviamo una quantità considerevole di donne che si è rassegnata all'idea di essere malata a vita e che rifiuta di prendere in considerazione le cause emozionali della malattia, dall'altro ci si sta rendendo conto che il corpo umano non è solo una macchina da aggiustare, ma un insieme di cellule gestite innanzitutto da un'anima.

E' proprio quest'ultima parte, infatti, che sta cominciando a guarire.
La guarigione avviene SEMPRE quando la donna è convinta di potersi guarire.

Ho visto donne che ce l'hanno messa tutta, ma che nel profondo restavano comunque terrorizzate dalle previsioni di recidività della malattia e che, loro malgrado e nonostante i miglioramenti, non sono arrivate a eliminare del tutto il problema.

Un problema che ha un suo significato emozionale soggettivo e collettivo.
Soggettivo perché la donna malata di endometriosi è una donna bisognosa d'affetto e di conferme, che investe le sue energie femminili nel posto sbagliato (da qui l'endometrio che cresce dove non dovrebbe crescere), quindi una donna che si SVALUTA, per niente cosciente delle proprie capacità.
Collettivo perché questa svalutazione si protrae da secoli, da quando le "streghe" (donne sagge) sono state bruciate al rogo e da quando la società ha puntato più su valori maschili che femminili, definendo la donna "sesso debole", come spiego in modo più approfondito nella guida "Di endometriosi si guarisce".


Un vero scempio che oggi tocca il fondo nelle donne che esultano per aver ottenuto l'invalidità a causa della malattia.
Perché dico "scempio"? Non perché non comprenda lo stato d'animo di una donna che non sa più cosa fare per trovare un pò di pace dal suo malessere e che si vede privata della sua libertà, della bellezza del suo corpo e, a volte, dei suoi organi. Dico "scempio" perché è il sistema che ci governa che induce una donna a trovare conforto in un'invalidità, quando invece potrebbe essere aiutata in molti modi a riappropriarsi della propria vita e della propria salute.

Un sistema sociale che porta le sue donne a consolarsi di un riconoscimento di invalidità, non è sano. Donne che poi continuano a stare male. E' questo che vogliamo?

Altre donne, invece, si mettono in discussione e decidono di affrontare un percorso di auto-guarigione/evoluzione, raggiungono buoni risultati fino ad arrivare a guarirsi. 

La rivoluzione, quindi, deve partire dalle stesse malate. 
Prima di tutto evitando di definirsi con il nome della malattia poiché questo può contribuire a restarci impigliate. Hai mai sentito parlare di PNL
Prova a dare un'occhiata e cercare di capire che cosa può significare definirsi "endina" o "endogirl". Si è mai visto un malato di tumore che si definisce "tumorman"? Sinceramente mi vengono i brividi solo a pensarlo. A te piace? Non credo... perciò, anche se usi il termine in modo ironico per alleggerire la pesantezza dei sintomi che ti devastano, prova a fare caso che la parola, in ogni modo, crea.

Perché non iniziare a pensare di toglierti di dosso questo nominativo? 
Non ti appartiene. Tu sei una donna che VALE TANTISSIMO, sei una donna che può dare la vita a un altro essere umano. 
Sei un miracolo della natura, non sei un'endina. 

Un altro punto molto importante è questo: tante donne sperimentano la strada della medicina olistica e naturale, ma si approcciano ad essa come si approcciano ai farmaci, aspettando che il prodotto faccia effetto.
Questo atteggiamento non porterà molto lontano.

LA GUARIGIONE è UNA RESPONSABILITA'.

I presupposti fondamentali sono due:

  1. essere convinte nel profondo di potersi auto-guarire, confermando il potere infinito della propria forza di volontà.
  2. cercare un CAMBIAMENTO interiore, andando a cercare quelle che potrebbero essere le cause emozionali e andando a sostituirle con le virtù opposte. Ad esempio, se mi sento trascurata, cercherò di allontanare da me questo sentimento che mi fa soffrire, e cercherò dentro di me ciò che mi può far sentire amata, anziché aspettare che sia un uomo o un famigliare o un'amica a confermarmi che valgo attraverso una loro attenzione. AMA TE STESSA, solo così puoi attirare l'amore degli altri.

Sono giunta alla conclusione che l'endometriosi altro non rappresenta che il disequilibrio che esiste sul pianeta tra energie maschili e energie femminili, e il bisogno che ha la cellula Terra di armonizzare le due parti.
La malattia spinge le donne a riappropriarsi delle loro facoltà femminili di ACCOGLIENZA e AMORE, prima di tutto verso sè stesse.

Perciò, chi vuole guarirsi, non può escludere le cause emozionali della malattia, confermando che anche l'endometriosi, come tutte le patologie, ha origine PSICOSOMATICA.





domenica 2 marzo 2014

NUOVE PANDEMIE MONDIALI IN ARRIVO


Carissimi amici, 
condivido con voi questa fantastica notizia :-)


Attenzione! Una nuova pandemia mondiale sì sta diffondendo a velocità vertiginosa. 
L'OMB (Organizzazione Mondiale del Benessere) prevede che ci saranno milioni di casi nei prossimi anni.
Ecco gli agghiaccianti sintomi di questa devastante malattia:

1. Tendenza a lasciarsi guidare dalla propria intuizione anziché dalle paure, dalle idee ricevute e dai condizionamenti del passato.


2. Mancanza totale d'interesse a giudicare gli altri e/o se stessi e a interessarsi a tutto ciò che genera conflitti.


3. Perdita completa della capacità di «stare in ansia» (questo rappresenta uno dei sintomi più preoccupanti).


4. Piacere costante nell'apprezzare le cose e gli esseri viventi così come sono. Scomparsa dell'abitudine di voler cambiare le persone.


5. Desiderio intenso di trasformare se stessi per gestire positivamente i propri pensieri, le emozioni, il corpo fisico, la vita materiale e il proprio ambiente in modo da sviluppare incessantemente il proprio potenziale di salute, di creatività e di amore.


6. Attacchi continui di voglia dì sorridere e di dire grazie. Questi attacchi provocano una sensazione di unità e di armonia con tutto ciò che vive.


7. Apertura progressiva ed inarrestabile verso lo spirito dell'infanzia, la semplicità, il ridere e l'allegria.


8. Episodi sempre più frequenti di comunicazione con l'Anima o lo Spirito, la non dualità e l'Essere, con effetti collaterali di sentimenti di plenitudine e di felicità.


9. Piacere a far la parte del «guaritore portatore di gioia e di luce» piuttosto che quella del «critico» o dell'«indifferente».


10. Capacità di vivere da solo, in coppia, in famiglia e in comunità nella fluidità e nell'uguaglianza, senza essere dominati, voler dominare o essere salvatori di nessuno.


11. Sentimento di responsabilità e di felicità nel poter offrire al mondo i propri sogni di un futuro abbondante, armonioso e pacifico.


12. Accettazione assoluta della propria presenza sulla terra e della volontà di scegliere, ad ogni istante, il bello, il buono, il vero e il vivo.

Se volete poter continuare a vivere nella paura, la dipendenza, i conflitti, la malattia e il conformismo, evitate ogni contatto con persone che presentano questi sintomi!
Questa malattia è estremamente contagiosa. Se pre­sentate alcuni di questi sintomi sappiate che la prognosi è molto pessimista giacché il processo del male è quasi sempre irreversibile.


I diversi trattamenti medici possono far sparire temporaneamente alcuni dei sintomi ma non possono opporsi alla progressione ineluttabile del male. 

Non esiste a quest'ora nessun vaccino anti-felicità.
Visto che questa terribile malattia provoca anche una sostanziale diminuzione della paura di morire, che è una delle credenze fondamentali sulle quali poggia la società materialista moderna, sono previsti i seguenti seri disturbi sociali:

- Sciopero dello spirito bellicoso e del bisogno di aver ragione
- Raggruppamenti di persone felici che cantano e ballano e celebrano la vita
- Cerchi di condivisione e di guarigione
- Attacchi di riso incontenibile
- Sedute di sfogo emotivo collettivo

(Pubblicato nel numero di gennaio 2010 del magazine AAM Terra Nuova)



domenica 23 febbraio 2014

QUALI VIRUS?


Carissimi lettori di questo blog,

l'idea dell'articolo di oggi è arrivata questa mattina davanti al mar Ligure illuminato da un sole caldo e meraviglioso.
Da quando ho frequentato il corso PACHAMAMA TE HABLA tenuto dal prof. Mamani, curandero andino autore di molti best-seller, ho cominciato a coltivare un rapporto con la natura diverso da quello che avevo prima di quel momento.

Fin da piccola ho sempre creduto alle storie in cui c'era un albero che parlava con le persone, oppure dove intervenivano gli gnomi del bosco.
Crescendo, ho annullato tutte le mie percezioni in questo senso per paura di essere giudicata malamente. "Solo i pazzi credono a queste cose!" dicono i più...
Poi ho letto il libro "La profezia della curandera" e ho deciso che avrei partecipato al primo corso disponibile tenuto dal suo autore, il prof. Mamani, appunto.
Questo corso era "Pachamama te Habla".

Prima di parteciparvi ho letto anche l'altro suo best-seller "Negli occhi dello sciamano", il cui titolo originale sarebbe dovuto essere lo stesso del seminario.
Durante la lettura e poi a Vetan, sede del corso, luogo davvero magico immerso nelle montagne della Val d'Aosta, ho ricominciato a credere alle mie percezioni di bambina e ho ritrovato un nuovo rapporto con la natura.


Il prof. Mamani insegna a eliminare tutte le paure che ci hanno inculcato sugli animali e a entrare in connessione con i quattro elementi, oltre a fornire molte interessantissime spiegazioni su noi stessi, lezioni di medicina andina e di sviluppo dei nostri sensi.
Il corso "Pachamama te habla" aiuta a riscoprire la nostra natura di esseri di luce che possono contribuire a salvare il pianeta attraverso un rapporto di rispetto con Madre Natura, chiamata in Quechua (una delle principali lingue parlate in Perù) "Pachamama".

L'essere umano ha sempre vissuto in armonia con la natura senza deturparla e quest'ultima gli ha sempre dimostrato la sua immensa generosità regalandogli la pioggia quando gli serviva, abbondanti raccolti, e tutta l'immensità di cui siamo circondati. 

Poi, con il consumismo e la cosiddetta "tecnologia", l'uomo ha perso questo contatto di rispetto reciproco con la natura e ha cominciato a sfruttarla senza attenzione, finendo con il farla arrabbiare come succede oggi attraverso le alluvioni, gli tsunami e i terremoti, segnali che dovrebbero servirci per capire di cambiare atteggiamento nei suoi riguardi e con noi stessi.

Così, davanti a quel mare stupendo e a un pino che ogni tanto lasciava andare i suoi semi con l'aiuto dell'aria, ho ripensato a quell'essere vivente chiamato "pianeta Terra" che è vivo e ci parla continuamente, se solo rimparassimo ad ascoltarlo.

Quando ho studiato la cellula (a 34 anni e con una consapevolezza diversa di quando ne avevo 17 e te la insegnano al liceo) ho intuito che la Terra è una enorme cellula che funziona esattamente come le cellule del nostro corpo, e che noi esseri umani siamo i virus del pianeta: 
ci impossessiamo del corpo "terra" e lo invadiamo rovinando il suo equilibrio e finendo per distruggerlo, se vogliamo.

Ma, sempre volendolo, potremmo contribuire a far risplendere ancora di più questo pianeta che ci ospita, innalzando la sua carica energetica.

Può essere, allora, che i virus delle malattie, seguano lo stesso principio?
Può essere che i virus siano delle entità che fanno parte di noi così come gli esseri umani abitano la Terra, e che si comportino da distruttori o da supporto a seconda dell'energia predominante?
D'altro canto, il dr. Bach ha sempre sostenuto che i virus e i batteri non sono la causa delle malattie.

Questa è un'altra intuizione che mi è arrivata. Nessuna scienza, solo cuore.
Madre Natura ci parla...



domenica 16 febbraio 2014

IDENTIKIT DEL TIPO "HEATHER"


Buongiorno a tutti voi,
per scrivere questo nuovo post prendo spunto dai bellissimi identikit che ci fornisce la dott.ssa Gabriella Mereu sui personaggi che a noi terapeuti possono presentarsi in consulenza, ma con i quali ognuno di noi ha a che fare nel corso della vita.
Parliamo allora del più "pericoloso": il tipo HEATHER.

Innanzitutto, Heather è, per chi non lo sapesse, il fiore di Bach che si estrae dalla pianta dell'erica e che aiuta l'individuo che ha sviluppato una forte dipendenza affettiva (è il bambino bisognoso), che desidera stare al centro dell'attenzione, che parla sempre dei suoi problemi e non si preoccupa né ascolta quelli degli altri, e che spesso diventa ipocondriaco.

Per il manuale diagnostico e statistico dei disturbi psicologici, può coincidere con il disturbo narcisistico e istrionico di personalità.


Perché l'ho definito il più "pericoloso"?
Perché il tipo Heather si camuffa. Si camuffa in una persona colpita da molte sfortune, ha un fare teatrale nel raccontare i suoi vissuti e, spesso, sviluppa malattie stranissime, oppure più malattie che sembrano non avere una logica una con l'altra.
Spesso, in terapia racconta bugie.

Si preoccupa realmente per sè stesso, anzi, eccessivamente, tanto da sviluppare molti malesseri, ma sempre lo fa con l'unico scopo di attirare l'attenzione degli altri.
Questo scopo, sia chiaro, non è sempre conscio nella persona, ma può anche non essere praticato di proposito (anche se succede più raramente).

In ogni caso, non trasmette mai la sensazione di essere veramente preoccupato per il suo malessere, anzi, ne appare compiaciuto.

E' molto difficile aiutare questa tipologia di persone, visto che loro stessi sono i primi che non vogliono guarire e che quindi non seguono seriamente la terapia, non ascoltano il terapeuta, non sono interessati a creare con lui una collaborazione e lo usano come usano ogni persona che li circonda per i propri scopi.

Infatti, il tipo Heather si può riconoscere benissimo anche al di fuori di un contesto terapeutico; tutti noi abbiamo a che fare con uno di loro ogni tanto. Sono i famosi vampiri energetici, spesso logorroici, anaffettivi e portatori di cattive notizie.

Imparare a riconoscersi e a riconoscerli aiuta moltissimo loro stessi e chi ci ha a che fare.
E' il primo passo per cambiare l'energia della persona e favorire la sua guarigione nel caso di malattie, oltre che per migliorare i rapporti tra lui e gli altri.

Per beneficiare dell'aiuto del rimedio Heather non è comunque necessario dover corrispondere esattamente al profilo del narcisista o del logorroico, ma basta sentirsi spesso soli, oppure notare se una certa malattia crea dipendenza verso gli altri.

Penso che un pò tutti necessitiamo di Heather perché pochi di noi sono stati amati totalmente e incondizionatamente; un pò perché i genitori sono costretti a passare la maggior parte della giornata al lavoro e pochissimo tempo con i figli; un pò perché poi si forma una catena: un genitore che ha ricevuto lui stesso poco affetto, difficilmente potrà trasmetterne ai figli.

Di solito, è uno stato emozionale che sviluppano di più gli uomini perché vengono viziati dalle loro mamme e chiedono lo stesso trattamento dalle loro mogli o compagne. Restano nella posizione del "bambino bisognoso".
Ciò non toglie che molte donne tendano a rinforzare questo atteggiamento perché abituate e educate a "sacrificarsi" per gli altri.

Se vi sentite offesi da questo articolo, molto probabilmente avete bisogno di Heather ;-) 
Mentre, se riconoscete di avere gli atteggiamenti descritti, vorrà dire che sarò riuscita a raggiungere il mio scopo: 
aiutare le persone a PRENDERE CONSAPEVOLEZZA per MIGLIORARSI.



domenica 9 febbraio 2014

SCONNESSIONE: LA MALATTIA DELLE PECORE NERE


Ciao a tutti e ben trovati su questo blog!

Oggi parlo di un malessere che colpisce una piccola parte della popolazione mondiale. 
Parlo di chi si sente tagliato fuori dalla maggior parte dei discorsi nelle situazioni sociali e che si sente incompreso finendo per isolarsi.


In realtà, lo stato d'animo di cui tratto, porta a un isolamento che viene in parte ricercato da questa piccola parte di persone e in parte procurato dal gruppo.
Di solito, sono persone che hanno raggiunto un buon grado di consapevolezza della realtà circostante, che si lasciano influenzare ben poco dal pensiero di massa e che sanno il fatto loro.

Il problema è che, quando si trovano a confrontarsi con un gruppo di persone a un grado di consapevolezza meno sviluppato del loro, non riescono a esprimere le proprie idee perché non si sentono capite e verrebbero derise.



Finiscono allora per rinunciare a comunicare le proprie convinzioni e sviluppano una sensazione di distacco dal gruppo, una vera e propria "SCONNESSIONE", termine utilizzato da un'amico che mi racconta di provare spesso questo stato d'animo e al quale ho chiesto di poter prendere in prestito per scrivere questo post.

La sensazione di "sconnessione" è la stessa che provano i bambini indaco costretti dalla scuola a imparare nozioni che loro trovano superate.

La causa del distacco percepito da questa, ancor piccola, parte di popolazione di "sconnessi" è la condizione di cecità e limitazione che predomina ancora in questa società.

Quando questa piccola parte di persone "sconnesse" dalla massa si trova a confrontarsi con i propri "simili", allora prova un senso di accoglienza e libertà d'espressione. E' come quando si è in un paese straniero di cui non si conosce la lingua, ci si sente bloccati nel farsi capire, e poi si ritorna a casa e finalmente si può parlare la propria lingua.
Il mio amico dice che, in realtà, lui percepisce una sconnessione "orizzontale" (cioè con le persone), ma una grande connessione "verticale" (cioè con il divino). Quasi una forma di autismo in alcuni casi.

Che cosa possono fare, allora, gli "sconnessi" in questione per superare questa sensazione di distacco dalla massa e di conseguente isolamento?
Per fortuna, la natura pensa davvero a tutto e, anche in questi casi, troviamo un'essenza floreale che aiuta a superare il malessere e il blocco espressivo: 
WATER VIOLET.


Water Violet consente di trovare la forma più adatta di comunicare le proprie idee, anche se ancora lontane dall'opinione dei più, sollecitando negli altri il confronto e l'apertura verso il nuovo.
Siamo animali sociali, non siamo nati per vivere isolati, ma abbiamo bisogno di CONDIVIDERE, o "connetterci"...

Sarà grazie a questa piccola parte di persone se l'umanità progredirà, così come è sempre stato nei secoli. 
Mi immagino che cosa può aver provato uno "sconnesso" come Galileo...per fortuna non si è isolato!


domenica 2 febbraio 2014

L'ENERGIA DELL'INTENZIONE


Carissimi,
come state?
Finalmente ho un pò di tempo per trasmettervi alcune delle riflessioni che scaturiscono da un lavoro quotidiano di studio sull'anima umana e su come questa reagisce agli stimoli energetici che provengono dalla terapia floreale.

Inutile dire che per me osservare i comportamenti dell'essere umano è una ricarica energetica immensa che mi fa innamorare ogni giorno di più della professione meravigliosa che svolgo.

In questa osservazione ho potuto verificare quanto l'INTENZIONE sia una fonte terapeutica potentissima.

L'INTENZIONE fa sì che una persona migliori la propria vita, che guarisca, che cambi lavoro, che diventi genitore, che migliori la sua situazione economica.
Con la giusta INTENZIONE una mamma può aiutare il figlio a guarire, anche.

Mi spiego meglio: ho potuto notare che, nel caso di una mamma che vuole curare il figlio in modo naturale, se questa non crede nell'efficacia della cura, può intralciarne l'esito positivo. Non sempre, ma a volte succede.
Allo stesso modo, vedo mamme convinte dell'efficacia positiva del rimedio naturale i cui figli sono sani come pesci.

Ciò dimostra che l'effetto placebo ha una suo potere e che questo potere è insito in ognuno di noi: siamo esseri di luce dotati di un'immensa capacità di auto-guarigione e miglioramento della propria vita.

Qualsiasi aiuto acquista forza in base a quanta glie ne conferiamo.
Questo non vuol dire che i prodotti floriterapici, fitoterapici o omeopatici non siano efficaci (ve lo dice una che quando ha provato i fiori di Bach per la prima volta era più scettica di San Tommaso, ma che ha dovuto ricredersi alla svelta!), ma solo che l'INTENZIONE che ci mettiamo nell'intraprendere un'azione di qualsiasi tipo, conta tantissimo.



Vedo persone che nel momento in cui dichiarano a sè stesse l'INTENZIONE di migliorare un loro atteggiamento, è come se dessero il via libera ai fiori di fare il loro dovere al meglio.

Questa è un'altra prova importante, e cioè che i rimedi floreali non agiscono come un farmaco forzando la chimica organica a prendere certe strade (e noi sappiamo quanto le forzature facciano danni...), ma che sono un AIUTO dolce e naturale che, rispettando i tempi della persona, stimolano le sue doti innate ad avere la meglio sui difetti alla base del malessere psico-fisico.

L'INTENZIONE è una preghiera.
Nel momento in cui viene espressa, scatena una serie di reazioni invisibili  che porteranno a esaudire il desiderio richiesto.

Lo scopo di questo articolo qual è? 
Spronarvi a credere in voi stessi sopra ogni cosa, e in un collegamento energetico con il Divino (che può chiamarsi Dio, Buddha, Allah, universo, angelo, eccetera...come preferite).


Ultimamente ho capito una cosa, che questo Divino desidera fare il suo interesse, così come ognuno di noi giustamente tira l'acqua al proprio mulino senza nuocere agli altri.
Perciò, nel momento in cui dichiarate a voi stessi, meglio se a voce alta, una vostra INTENZIONE a migliorarvi, automaticamente si attivano una serie di forze che vi aiuteranno ad arrivare all'obiettivo. 
E noi sappiamo quanto l'essere intenzionati a migliorare e ad amare sè stessi porti a guarire molte malattie.

Questo concetto è stato sicuramente spiegato meglio dal grande W. Goethe che scrisse così: 
"C'è una verità elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani: nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. 
Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute... 
Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. 
L'audacia ha in sè genio, potere, magia. Incomincia adesso".