domenica 16 febbraio 2014

IDENTIKIT DEL TIPO "HEATHER"


Buongiorno a tutti voi,
per scrivere questo nuovo post prendo spunto dai bellissimi identikit che ci fornisce la dott.ssa Gabriella Mereu sui personaggi che a noi terapeuti possono presentarsi in consulenza, ma con i quali ognuno di noi ha a che fare nel corso della vita.
Parliamo allora del più "pericoloso": il tipo HEATHER.

Innanzitutto, Heather è, per chi non lo sapesse, il fiore di Bach che si estrae dalla pianta dell'erica e che aiuta l'individuo che ha sviluppato una forte dipendenza affettiva (è il bambino bisognoso), che desidera stare al centro dell'attenzione, che parla sempre dei suoi problemi e non si preoccupa né ascolta quelli degli altri, e che spesso diventa ipocondriaco.

Per il manuale diagnostico e statistico dei disturbi psicologici, può coincidere con il disturbo narcisistico e istrionico di personalità.


Perché l'ho definito il più "pericoloso"?
Perché il tipo Heather si camuffa. Si camuffa in una persona colpita da molte sfortune, ha un fare teatrale nel raccontare i suoi vissuti e, spesso, sviluppa malattie stranissime, oppure più malattie che sembrano non avere una logica una con l'altra.
Spesso, in terapia racconta bugie.

Si preoccupa realmente per sè stesso, anzi, eccessivamente, tanto da sviluppare molti malesseri, ma sempre lo fa con l'unico scopo di attirare l'attenzione degli altri.
Questo scopo, sia chiaro, non è sempre conscio nella persona, ma può anche non essere praticato di proposito (anche se succede più raramente).

In ogni caso, non trasmette mai la sensazione di essere veramente preoccupato per il suo malessere, anzi, ne appare compiaciuto.

E' molto difficile aiutare questa tipologia di persone, visto che loro stessi sono i primi che non vogliono guarire e che quindi non seguono seriamente la terapia, non ascoltano il terapeuta, non sono interessati a creare con lui una collaborazione e lo usano come usano ogni persona che li circonda per i propri scopi.

Infatti, il tipo Heather si può riconoscere benissimo anche al di fuori di un contesto terapeutico; tutti noi abbiamo a che fare con uno di loro ogni tanto. Sono i famosi vampiri energetici, spesso logorroici, anaffettivi e portatori di cattive notizie.

Imparare a riconoscersi e a riconoscerli aiuta moltissimo loro stessi e chi ci ha a che fare.
E' il primo passo per cambiare l'energia della persona e favorire la sua guarigione nel caso di malattie, oltre che per migliorare i rapporti tra lui e gli altri.

Per beneficiare dell'aiuto del rimedio Heather non è comunque necessario dover corrispondere esattamente al profilo del narcisista o del logorroico, ma basta sentirsi spesso soli, oppure notare se una certa malattia crea dipendenza verso gli altri.

Penso che un pò tutti necessitiamo di Heather perché pochi di noi sono stati amati totalmente e incondizionatamente; un pò perché i genitori sono costretti a passare la maggior parte della giornata al lavoro e pochissimo tempo con i figli; un pò perché poi si forma una catena: un genitore che ha ricevuto lui stesso poco affetto, difficilmente potrà trasmetterne ai figli.

Di solito, è uno stato emozionale che sviluppano di più gli uomini perché vengono viziati dalle loro mamme e chiedono lo stesso trattamento dalle loro mogli o compagne. Restano nella posizione del "bambino bisognoso".
Ciò non toglie che molte donne tendano a rinforzare questo atteggiamento perché abituate e educate a "sacrificarsi" per gli altri.

Se vi sentite offesi da questo articolo, molto probabilmente avete bisogno di Heather ;-) 
Mentre, se riconoscete di avere gli atteggiamenti descritti, vorrà dire che sarò riuscita a raggiungere il mio scopo: 
aiutare le persone a PRENDERE CONSAPEVOLEZZA per MIGLIORARSI.



1 commento:

Daniela Lani ha detto...

Buon giorno,
purtroppo mi sono innamorata di un tipo 400% Heather..Mi fa impazzire! Si ritrova pure lui nella descrizione e ha accettato che gli ordinassi il rimedio. Ora fa il difficile da due settimane "sai che non credo in quelle cose". Siamo ai ferri corti e forse si decide ad usarlo.
Prevedo ci sia bisogno di un annetto, però, per trovare un equilibrio almeno accettabile. Io intanto gli faccio riflessologia per aiutarlo un po' ad entrare in contatto con se stesso.
Mi domando quanto possa migliorare il suo comportamento?
E se ci sarà mai modo di capire se è ME che vuole, o me in qualità di "accudente platea".
Grazie
Daniela