domenica 22 gennaio 2012

ENDOMETRIOSI: VERSO L' AUTO-GUARIGIONE CON LE CURE NATURALI

Cari amici e amiche di Terapia Floreale Blog,


questa settimana vi presento l'esperienza di una donna che ha scelto la strada delle terapie naturali per curare l'ENDOMETRIOSI che le era stata diagnosticata qualche mese fa. 


La dimostrazione, una delle tante poco note, che è possibile guarire sè stessi senza farmaci e senza dolorosi interventi chirurgici. Basta volerlo, come sta facendo Cristina che ringrazio per averci donato questa preziosa testimonianza:


(Le cure scelte da Cristina sono affini al suo carattere e ai suoi punti di vista. Ogni persona che intende curarsi con la medicina naturale deve saper scegliere i trattamenti che sente più in sintonia con la sua interiorità.
I trattamenti indicati in questo articolo non intendono in alcun modo sostituirsi al parere e alle cure del medico, ma possono essere abbinati ai farmaci senza pericolo di controindicazioni o interazione negativa)



"Dopo le vacanze di Natale i golosi come me sono sempre un po’ appesantiti. Arriva il 7 gennaio e la bilancia segna sempre qualche chilo in più del mese precedente.

Come sempre mi sono ritrovata, dopo le feste di Natale (lo scorso anno), a fare i conti con quel gonfiore da “ho esagerato con i carboidrati e i grassi!”.
“Una bella dieta di sole proteine è quello che ci vuole”, ho pensato. Solo per un mesetto mi sono detta.

Così ho scoperto di avere l’endometriosi.

Mangiavo solo carne, affettati, formaggi. Qualche verdura ogni tanto, come contorno.
Così per tutto il mese di gennaio.
Mi sono resa conto che qualcosa non andava dopo circa una ventina di giorni. Mi sentivo “malata”.
A metà pomeriggio iniziavano i brividi di freddo, gli occhi iniziavano a diventare lucidi, il senso di spossatezza mi accompagnava tutta la giornata.
E poi la pancia…mi bruciava. Il mio intestino decisamente non stava funzionando come avrebbe dovuto, ma quel bruciore non era solo l’intestino. Me ne ero accorta da sola.
Il ciclo mestruale, che da mesi ormai si stava presentando sempre con qualche giorno di anticipo rispetto alla tabella di marcia, era più doloroso del solito. E quel dolore nella parte lombare, del quale in realtà soffrivo da anni, era sempre più forte e duraturo: “Maledizione, la devo proprio smettere con la pallavolo. Non ho proprio più il fisico”, mi dicevo.

Foto di http://kidzone.blogosfere.it

Insomma, era evidente che qualcosa non andava. Non sapevo cosa…ma il mio primo pensiero è stato quello di prenotare una visita ginecologica.
Ecografia interna spaventosa. Mentre il medico mi visitava piangevo. Le lacrime scendevano un po’ per il dolore, un po’ per quello che vedevo dal monitor.
Macchie scure ovunque. Le ovaie non erano ben visibili perché coperte dall’intestino, a causa delle molteplici aderenze. Le tube chiuse.

Esito della visita: infezione con sospetto di endometriosi. Il medico non era certo ci fosse endometriosi; l’infezione era talmente grave che da un’ecografia i suoi sintomi potevano essere confusi con quelli dell’endometriosi. Mi ha quindi proposto una cura antibiotica “da cavallo” per poi tornare e verificare la situazione.
Abbiamo parlato della mia alimentazione. Mi ha spiegato quanto fosse sbagliata, soprattutto nell’ultimo mese. Nutrirsi di sole proteine aveva sicuramente complicato la situazione e alimentato notevolmente l’infiammazione.

Dopo tre settimane di cura antibiotica e tornata ad una dieta regolare mi sentivo un po’ meglio, ma non del tutto. I “bruciori” alla pancia continuavano, la zona lombare continuava a darmi problemi e il senso di spossatezza non era del tutto sparito.
Vado al controllo, la diagnosi è stata quella che ormai mi aspettavo. L’infezione era completamente guarita, di quella non ce n’era più traccia. Endometriosi quindi…

A essere colpita era soprattutto la parte destra dell’utero. Lì erano concentrate le macchie scure che vedevo dall’ecografia, dalla visita le tube risultavano molto probabilmente chiuse, l’ovaio sinistro continuava a essere poco visibile perché coperto dall’intestino. Utero e intestino continuavano a essere una cosa sola… un’aderenza unica. E’ stata un’altra visita dolorosissima.
Dopo l’ecografia ho avuto un colloquio di circa un’ora con il medico. Mi ha spiegato meglio che cos’è l’endometriosi e come può essere curata. Mi ha quindi proposto la sua cura.

Almeno 6 mesi di menopausa indotta da farmaci e poi operazione in laparoscopia, sempre se fosse stata sufficiente. L’operazione avrebbe consentito di ripulire l’utero dalla masse endometriosiche, avrebbe inoltre evidenziato eventuali zone colpite che non sono visibili con la sola ecografia e con l’operazione avrei eliminato tutte quelle dolorose aderenze.

Sono uscita dallo studio del medico sconvolta, sotto shock.
Anche se sai che cos’hai, anche se il tuo istinto lo sa, quando hai di fronte un medico che ti racconta a cosa stai andando incontro lo shock è inevitabile, credo.
Soprattutto quando ti senti dire che è una malattia cronica, che può ripresentarsi in qualsiasi momento dopo l’operazione e che potrebbe impedirti di diventare madre…

Avrei dovuto iniziare la cura per indurre la menopausa il primo giorno del ciclo mestruale.
Ho vissuto quell’attesa come un incubo. Mille dubbi mi assalivano, mi sentivo inquieta, ma nello stesso tempo depressa, la notte faticavo a prendere sonno e riposare. Ma nel frattempo mi procuro le pillole di Danatrol prescritte dal medico. E’ venerdì notte, il ciclo sta per arrivare, lo sento…la mia nottata è insonne. Dormo una manciata di ore. Apro gli occhi e dico “NO, IO LA CURA NON LA FACCIO E NON MI OPERO!”.


E’ sempre così. Oggi, quando vengo indotta a percorrere una strada che non è la mia, il mio istinto si ribella. Mi fa stare male, mi da innumerevoli segnali per dirmi: “No, non è quella la tua strada. Tu non vuoi farlo. Fai quello che è giusto per te.” E dopo giorni in cui mi massacro, mentalmente e fisicamente,  la decisione arriva. Di solito al mattino, dopo una notte insonne.
Funziona così per me da qualche tempo. Finalmente so prendere delle decisioni giuste per me, dopo qualche anno di cura con i fiori per ottenere, tra gli altri, anche questo risultato.

La mia cura è stata diversa. Non era fatta né di farmaci né di operazioni.
La mia cura era fatta di aiuti naturali e di consapevolezza della malattia:

-       Alimentazione rigida (zero proteine animali, tranne il pesce, no al frumento, molta frutta e verdura e zero zuccheri e grassi)
-       Yoga 2 ore a settimana
-       Trattamenti Reiki quotidiani (mi autotratto avendo il primo livello)
-       Tisana di René Caisse - www.caisse.it - mattino e sera (consigliata dalla mia floriterapeuta Cristiana Zenoni)
-       Mugworth Moon Oil (olio di rimedi floreali californiani, sempre consigliato da Cristiana) che lavora direttamente sull’apparato riproduttivo e che è ottimo per sciogliere le aderenze intestinali – massaggiato sulla pancia mattino e sera
-       2 miscele di ESSENZE FLOREALI da assumere tutti i giorni.


 Foto di http://evoluzione.forumfree.it


Lascio i fiori per ultimi, ma lo scrivo “in grande” perché è di loro che voglio parlare, perché penso che siano, tra tutti, l’ingrediente indispensabile della mia formula per curarmi.
Indispensabili perché mi hanno dato la forza di scegliere prima, di continuare con perseveranza durante e di raggiungere un successo una volta che ho preso consapevolezza delle cause e della natura della mia malattia.

Nel periodo della cura assumevo due tipi di preparato.
Uno per curare la natura più fisica della malattia, l’altro più personale, che agiva sull’aspetto emozionale e inconscio.

La miscela, consigliata da Cristiana, dedicata all'apparato riproduttivo consisteva di una serie di fiori, quasi tutti estratti dai gigli, che purificano, rinvigoriscono e riequilibrano gli organi dell'apparato: ovaie, tube, collo dell'utero e utero. Altri rimedi contenuti nella stessa miscela (Fiori di Bach e essenze australiane) stimolano un'equilibrata produzione ormonale da parte dell'ipofisi.

Uno dei gigli da cui si ricavano le essenze floreali
foto di http://upload.wikimedia.org

Per parlare dell’altra miscela posso dire che, da sempre, ho vissuto una vita in balia degli eventi e delle scelte che altri facevamo per me sottoforma di consigli, educazione familiare, condizionamenti sociali…
Mi sono ritrovata, dopo un paio di anni di lavoro su me stessa con l’aiuto dei Fiori di Bach e delle essenze californiane e australiane, consapevole di non riuscire a fare delle scelte, incapace di prendere delle decisioni che fossero “giuste per me stessa”.

Indagare sulle possibili cause emozionali della malattia ha portato alla luce ancora di più proprio questi aspetti.
Negli ultimi anni avevo vissuto una vita parecchio precaria, tutt’altro che stabile. Avevo cambiato più di una casa, stavo vivendo una situazione sentimentale poco rassicurante che mi portava a vivere nel nomadismo, letteralmente con le valigie in macchina, tra 2 case, senza sentire mia né l'una né l'altra: quella dei miei genitori, dove ero tornata ad abitare dopo 5 anni, e quella del mio allora fidanzato, a 30 km di distanza.
Inoltre vivevo una perenne sensazione di precarietà anche dal punto di vista professionale, nonostante avessi un lavoro a tempo indeterminato. Sentivo di non aver raggiunto neppure la stabilità professionale perché era un lavoro lontano anni luce da quello che avrei voluto. Vivevo una continua tensione tra quello che era giusto agli occhi dei miei genitori e della “società” – nessuno al giorno d’oggi lascia un lavoro a tempo indeterminato e se lo fa piacere per forza - e le mie reali aspirazioni professionali.

Tuttavia, sembra paradossale, non avevo a quel tempo assolutamente chiare quali fossero con precisione le mie aspirazioni, i miei obiettivi a livello professionale.
Su tutto questo abbiamo lavorato con Cristiana.


Dal fiore dell'avena selvatica si ricava una delle essenze che hanno
aiutato Cristina a migliorare il suo benessere psico-fisico
foto di Roberta Medda Farris
- Noi che ci facciamo i fiori di Bach... e non solo ;-) -

E di pari passo alla presa di coscienza sull’importanza di agire, invece di aspettare dagli altri lo spunto per mettersi in moto, per concretizzare i miei obiettivi – che nel frattempo si facevano sempre più chiari – arrivava anche il benessere fisico.
L’accrescersi della sicurezza in me stessa e la determinazione sono state fondamentali per andare fino in fondo: finirla con il nomadismo, licenziarmi e iniziare una nuova entusiasmante avventura professionale che mi sta portando a realizzare anche uno dei miei grandi sogni.

Il primo mese di cure è stato devastante. Dopo tre settimane tutti i sintomi si erano acuiti. Faticavo a camminare. Una passeggiata di poche centinaia di metri era diventata insostenibile per i dolori alla schiena, al basso ventre e alle anche.

Ma non mi sono mai scoraggiata, ho continuato con convinzione, perché la mia guida interiore mi diceva di non mollare. E perché sapevo che per guarire è necessario che tutto venga a galla…
Pian piano ho incominciato a stare meglio. Avevo cambiato faccia.
I sintomi erano del tutto spariti. Lo sapevo, me lo sentivo di avercela fatta perché STAVO BENE.

Dopo 3 mesi mi presento al controllo.
Non potevo crederci perché quella che vedevo dall’ecografia non era la stessa pancia dell’ultima volta.
Non si vedeva più nessuna macchia nera. L’intestino era scomparso dal mio utero, quindi non c’erano più aderenze di nessun tipo. Le ovaie erano completamente visibili e in ordine. Le tube perfette.

E la prima diagnosi di endometriosi non poteva, tuttavia, essere sbagliata…perché l’endometriosi c’è. Questa la nuova diagnosi però: “si segnala un piccolo impianto endometriosico della parete anteriore del retto al di sopra del setto retto vaginale, che misura 15 mm di estensione cranio caudale”.

Piccolo, molto piccolo e indolore…è un residuo che sono sicura se ne andrà.
Proseguendo la cura, non sottovalutando più i segnali che il mio corpo mi dà, non trascurandolo più, ma soprattutto continuando a percorrere la MIA strada ora che sono in grado di scegliere per me stessa…
Tutto questo grazie a Cristiana e ai rimedi floreali, con i quali mi sento in perfetta sintonia e che sono e saranno sempre il mio sostegno quotidiano."


La Floriterapia e le tecniche naturali possono essere abbinate alla cura farmacologica o ormonale senza pericolo di interazione negativa o effetti collaterali.
Per informazioni chiamami al 328 8171805 o scrivimi una mail a info@terapiafloreale.it

A seguito delle numerose richieste che mi arrivano da parte di donne che soffrono di endometriosi, ho scritto una guida scaricabile in formato e-book intitolata "DI ENDOMETRIOSI SI GUARISCE" che illustra la possibile origine del malessere fisico e una serie di tecniche completamente naturali che possono essere attuate per allontanare i sintomi. 
Le testimonianze di donne che hanno seguito i trattamenti proposti vengono esposte nell'ultima parte della guida.
Per scaricarla CLICCA QUI. Buona lettura!

Leggi qui altri miei articoli sull'endometriosi: 
http://terapiafloreale.blogspot.it/2012/10/endometriosi-e-cure-naturali.html


8 commenti:

Vale Luna ha detto...

Storia molto simile alla mia...io avevo sintomi più gravi ed ero affetta da 5anni di endometriosi...cinque anni di cure che peggioravano i miei atroci dolori..il mio istinto come il tuo mi ha guidato verso la guarigione. Come tutte le patologie purtroppo anche l'endometriosi è un bisiness...prima di fare interventi e cure invasive pensateci ragazze...

Michela ha detto...

Ciao a tutte io dal 4 di novembre 2016 che nn sto più bene mi avevano fatta una visita ginecologica e diagnosticata un endometriosi all'ovaio avevo il 125 alto poi ho fatto 3 mesi la cura del nuvarig scopro che ho una grave endometriosi profonda sui legamenti sacrali forti bruciori alla vagina è in più ho brividi di freddo sempre stanca e mi fa male la parte lombare...

Cristiana Zenoni ha detto...

Cara Michela, perché non leggi la guida che ho scritto personalmente, scaricabile a questo link:
http://www.lulu.com/shop/http://www.lulu.com/shop/cristiana-zenoni/endometriosi-si-puo-autoguarire/ebook/product-22544630.html
Troverai tanti consigli su come iniziare a curarti in modo naturale, parallelamente alle cure mediche.
Se poi avrai dubbi, scrivimi a info@terapiafloreale.it

Anonimo ha detto...

GRAZIE DEL TUO LIBRO. A volte ci dimentichiamo quanto sia importante tenere stretto ciò che impariamo nella vita, forse la causa è che ci facciamo sottomettere da cose che in realtà non hanno valore se non quello di appesantirci. Ho secondo livello di reiki, grazie di avermi ridato la spinta con il tuo libro per guardare le cose da un punto di vista diverso. Un abbraccio Sara

Cristiana Zenoni ha detto...

Cara Sara, grazie a te per il tuo commento... ciò che dici è proprio lo scopo per cui ho scritto la guida.
Un abbraccio e tanta luce per il tuo cammino...

Monia Cuppone ha detto...

Volevo chiederle se è necessario fare la cura farmacologia?

Cristiana Zenoni ha detto...

Cara Monia, questa è una scelta sempre molto personale. Ciò che ti posso assicurare è che il percorso interiore naturale che aiuto a svolgere può essere assolutamente affiancato alla cura ormonale o farmacologica.

Michela ha detto...

Io ho la stessa cosa come te